Quando potare: eliminare rami secchi, periodi giusti e tecniche migliori

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La natura non prevede che si debbano eliminare i rami secchi degli alberi, altrimenti sarebbe sicuramente capace di farlo da sè. L’intervento umano, però, contribuisce, quando il lavoro è fatto bene e da mani esperte, a far sì che le piante abbiano una vita più lunga e produttiva. A questo punto sorgono spontanee delle domande.

Quando potare? I periodi giusti

In linea di massima si deve comprendere quando intervenire sulla pianta. Se pensiamo alle stagioni è più opportuno, sicuramente, agire quando la pianta ‘attende’. Ovvero quando in uno stato di attesa, prima della fioritura e della germogliazione, dall’autunno inoltrato fino al risveglio della natura, la primavera.

Durante quest’ultima e fino all’estate avanzata, si possono effettuare le cosiddette potature verdi che hanno il precipuo scopo di alleggerire le piante da fronde molto pesanti. La vite ne è un esempio. Diciamo una specie di ‘barba e capelli’ per stare più freschi.  Se poi vogliamo essere veramente in gamba, sceglieremo anche i giorni più appropriati che non siamo noi a stabilire, ma la luna. Quest’ultima, come è arcinoto, svolge un ruolo importante nella stagionalità degli eventi, del giorno, della notte, delle maree e perfino della potatura e della semina. L’esperienza e la scienza inducono a potare quando ci sia la luna calante.

Stabilito, quindi, che in linea di massina, è opportuno potare nei periodi di dormienza della pianta, si può scendere più in dettaglio nei mesi per ciò che riguarda le singole specie.

A gennaio si possono tagliare kiwi, melo e pero.
A febbraio anche l’albicocco, la vite ed il susino.
A marzo ancora il pesco, la vite e gli agrumi in generale.
Aprile e maggio sono i mesi in cui le piante ‘ripartono’ per cui è meglio togliere solo gli eventuali rami rovinati dagli ultimi freddi e quelli che appesantiscono il fusto principale.
A giugno, invece, si può intervenire sulla maggior parte degli alberi da frutto.

Una volta che si è raccolto, saranno rimaste parti morti e molti rami saranno secchi o rotti, insomma non più utili ai fini della produzione per cui si procederà con l’eliminazione nel periodo compreso tra luglio e settembre.  Ad ottobre, solitamente non si interviene, se non per emergenze, mentre a novembre e dicembre si può tornare a controllare il pero, l’albicocco, il susino ed il melo.

Quanto potare?

Questo dipende perlopiù dall’età della pianta. Sulle piante in piena crescita è meglio non infierire, mentre potare le piante più vecchie consente loro di eliminare pesanti orpelli e di distribuire meglio il vigore della pianta. Con i rami bisogna pensare un po’ al contrario: se si agevola la crescita di quelli più energici e lunghi si avranno dei legni molto forti, ma scarsi di produzione fruttifere; se si accorciano meno quelli più deboli, questi produrranno meno legno e più frutti. Quando poi si pota il ramo portante ricordarsi di dare una forma crescente dalla cima alla base, tagliando maggiormente i rami ai piedi dell’albero e più corto quelli verso la sua punta.

Dove potare? Le tecniche migliori per eliminare i rami secchi

Ovvero dove andare a mettere le nostre forbici, cesoie o lame sul ramo. Bisogna lasciare le gemme apicali, che sono quelle più forti di tutta la pianta e si trovano nella parte terminale; più in generale occorre lasciare almeno una gemma sul ramo e nel complesso in un numero ridotto, in modo che possano esprimere meglio la linfa della pianta rispetto ad un numero spropositato che contribuirebbe solo a frammentarlo.

Il taglio ottimale si deve effettuare ad una distanza di circa 5 mm sopra la gemma, con un’angolazione quanto più vicina ai 45 gradi in direzione opposta alla gemma stessa. Ciò dovrebbe impedire lo sverso dell’acqua su quest’ultima in caso di pioggia. Per dare un ‘verso’ alla crescita della pianta, infine, si taglierà sopra una gemma a destra per orientare i rami a destra e viceversa per dirigerli dall’altra parte.

Quali attrezzi utilizzare?

Molto dipende dalle dimensioni della pianta stessa. Quindi si può passare dalle forbici ad una lama o due, alla sega, alle cesoie. Una cosa deve valere per tutti i tipi di attrezzi: i tagli devono essere netti e nel caso di ferite provocate è meglio intervenire con un mastice per prevenire infezioni dovute ai parassiti oppure al freddo.

Si ricorda che la natura è amica, ma anche matrigna: alcune piante sono velenose, come l’oleandro, ed alcuni hanno rovi e spine per cui è meglio avere delle lame ben affilate ed un buon paio di guanti da lavoro. Inutile ricordare, comunque, che queste sono soltanto indicazioni di massima; potature sbagliate conducono la vegetazione alla morte. Sempre meglio informarsi prima sulla specificità della pianta e rivolgersi ad un professionista quando necessario.