Prato per il giardino: come scegliere il terriccio

Condividi

Quando si decide di far crescere un prato nel proprio giardino, l’attenzione si concentra soprattutto sui semi e sulle cure necessarie per una crescita rigogliosa. Un fattore spesso trascurato, ma determinante, è invece la consistenza del terriccio. La scelta idonea del substrato permette una germinazione sana e resistente: per questo è importante evitare soluzioni economiche e andare alla ricerca della migliore miscela.

Il terriccio per prato è diverso da quello destinato alle piante, perché è strettamente legato alla tipologia del manto vegetale. La miscela di terra e sostanze naturali dovrà essere idonea alla tipologia di semi che si andrà ad impiantare.

Il terriccio ideale per il prato

In commercio esistono diverse tipologie di terricci per prato: ogni soluzione dovrà essere valutata con attenzione, il substrato dovrà essere composto da sostanze capaci di supportare la crescita dell’erba e la sua resistenza. Ovvero torba, sabbia e sostanze naturali a effetto ammendante, riscontrabili anche nel terriccio universale, spesso usato per piante ed orto. L’importante è conoscere quali elementi sono presenti nel terriccio e in quale percentuale.

Come scegliere il terriccio

La scelta migliore è quella di rivolgersi ad aziende specializzate nella produzione di substrati colturali per florovivaismo e giardinaggio, come ad esempio i terricci Agricola2000. In questo caso il terriccio per tappeti erbosi viene creato utilizzando torba bionda e sabbie vulcaniche. Una miscela spesso scelta per i campi di calcio della Serie A perché garantisce radicazione profonda, lucentezza e resistenza del manto.

Più in generale, è sempre meglio scegliere confezioni che riportano specificamente la destinazione d’uso, ovvero quella di specificità per tappeti erbosi. In questo modo potrete garantirvi la soluzione migliore per il letto di semina, una miscela di torba, sabbia, letame, fibre di legno e altri ammendanti naturali. È inoltre importante che la sabbia e la torba siano presenti nella misura del 50%: la sabbia garantisce areazione e drenaggio (evita che i semi vengano portati via dal vento), mentre la torba contribuisce alla germinazione dei semi.

Un letto di semina deve essere composto da uno strato di circa 4 o 5 millimetri di terriccio da prato. Se prendiamo come metro di misura i sacchi da 50 litri, serviranno dunque 9 sacchi per coprire una superficie di 100 mq. La semina può essere effettuata manualmente in primavera o in autunno – quando la temperatura è mite – lanciando ampie manciate di semi controvento, lungo tutta la superficie del terreno.

Mediamente sono sufficienti 40/50 grammi di semi per un metro quadrato. Dopo la semina il terreno va livellato e spianato con il rastrello, che aiuterà ad infossare la semenza. Inizialmente l’innaffiatura dev’essere molto frequente, per poi diminuire con la comparsa dei primi fili d’erba.