Ticchiolatura, cos’è e come curarla

Condividi

La ticchiolatura è una malattia causata da funghi che si sviluppa prevalentemente in caso di clima umido e scarso riciclo d’aria, specie in autunno. Le piante maggiormente colpite sono il melo, il pero, il nespolo e le rose. La malattia attacca prima di tutto le foglie che vengono coperte da macchie scure. Se la ticchiolatura è particolarmente acuta, la pianta perde le foglie e si indebolisce fino a non svilupparsi e non fiorire. Si tratta di un fungo contagioso e di facile propagazione, per questo è necessario intervenire tempestivamente, alla comparsa dei primi sintomi.

Come curare la Ticchiolatura

Il miglior rimedio contro il fungo è la prevenzione, da garantire con la giusta potatura, così da permettere la circolazione d’aria tra i rami e le fronde. Da evitare ristagni idrici nel terreno. In caso di infestazione vanno eliminate le parti contaminate, sia sulla pianta sia le foglie cadute. Essendo come detto una malattia di facile propagazione, la pianta andrà isolata e addirittura estirpata se le sue condizioni sono gravi. In commercio sono presenti diversi prodotti curativi, da utilizzare con oculatezza.

Ticchiolatura del melo

La ticchiolatura è tra le principali malattie del melo. Si riconosce dai sintomi descritti in precedenza e dalle macchie brune su foglie e frutti, che cessano di essere commestibili. Inizialmente le macchie sono di piccole dimensioni ed aumentano di grandezza con l’avanzare dello stadio di malattia. Quando il fungo attacca il frutto, la pianta è difficile da recuperare. È possibile intervenire con prodotti chimici disinfestanti, a partire dall’autunno fino a alla fine di giugno. In caso di sintomi su foglie e frutti, è bene continuare il trattamento fino alla raccolta.

Ticchiolatura del pero

Anche in questo caso i sintomi arrivano ad intaccare i frutti. Rispetto al melo, nel pero vengono attaccati spesso i rami più giovani, fattore che può compromettere la crescita della pianta. Sulle foglie dell’albero compaiono delle piccole macchie scure di forma rotonda. Sui frutti le macchie sono ancor più evidenti e scure. Eliminate foglie, rami e frutti contaminati, sarà necessario applicare sulla pianta un prodotto curativo a base di rame o di zolfo, così da uccidere il fungo e vanificare la sua ricomparsa.

Ticchiolatura del nespolo

Nelle foglie fanno la loro comparsa le macchie di colore bruno, circondate da un alone rossastro. I frutti, invece, presentano macchie di colore nero, marcate fino al punto di rovinarli del tutto. La ticchiolatura del nespolo colpisce anche i rami, dove si presenta con incisioni scure che portano al disseccamento della parte superiore del ramo. La prevenzione può essere effettuata utilizzando appositi prodotti rameici, mentre se l’infezione è in corso si possono utilizzare prodotti come il Bitertanolo o il Penconazolo.

Ticchiolatura rose

Insieme all’oidio è la malattia più diffusa. Porta alla perdita delle foglie ed incide sulla capacità di fiorire, poiché debilita la pianta. Inizialmente fanno la loro comparsa piccole macchie nere sulla parte inferiore delle foglie, di solito in primavera. Alcune macchie possono allargarsi e circondarsi di un alone giallo. In caso di proliferazione grave, le foglie ingialliscono e cadono.

Va detto che il fungo tollera le diverse temperature, per questo i sintomi possono perdurare durante tutte le stagioni. La malattia è bloccata unicamente dalle estati calde, al di sopra dei 30° C, momento in cui andrebbe effettuata una pulizia e una potatura adeguata. Bisogna prima di tutto raccogliere le foglie cadute e quelle infette, osservare i rami ed eventualmente rimuovere quelli compromessi, spruzzare un composto rameico su tutti i rami.

Durante la vita della pianta, bisognerà inoltre cercare di evitare che le foglie rimangano bagnate o umide, così come i ristagni idrici. E provvedere a spruzzare le piante e la loro base con prodotti a base di rame almeno ogni 15 giorni, da interrompere durante i mesi più caldi. Nel caso in cui la ticchiolatura si dovesse ripresentare, bisognerà intervenire nel più breve tempo possibile eliminando tutte le foglie e i rami compromessi ed agire tempestivamente con un prodotto curativo e capace di agire in profondità. In commercio si trovano buoni prodotti a base di mancozeb, penconazolo, captano.